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		<title>STUDI: Annunciata di Antonello</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 08:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadia scardeoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[RESTAURO VIRTUALE METODO SCARDEONI



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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.calameo.com/read/000118029636ea7f634b3">RESTAURO VIRTUALE METODO SCARDEONI</a></p>
<p><a href="http://www.nadiascardeoni.com/wp-content/uploads/2010/05/PRIMO-RV-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-47" title="PRIMO RV 3" src="http://www.nadiascardeoni.com/wp-content/uploads/2010/05/PRIMO-RV-3-300x117.jpg" alt="PRIMO RV 3" width="300" height="117" /></a></p>
<p><a href="http://www.nadiascardeoni.com/wp-content/uploads/2010/05/PRIMO-RV.bmp"><br />
</a></p>
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		<title>Verona 13 maggio &#8211; INVITO</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 16:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadia scardeoni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-29" title="invito2" src="http://www.nadiascardeoni.com/wp-content/uploads/2010/05/invito2-300x225.jpg" alt="invito2" width="362" height="271" /></p>
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		<title>Il “RESTAURO VIRTUALE” di Nadia Scardeoni</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 14:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadia scardeoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il “RESTAURO VIRTUALE” di Nadia Scardeoni


Pagine critiche
ANNA PACIFICO: Il  Restauro Virtuale di Nadia Scardeoni
Una nuova modalità per ‘navigare’ nell’arte
Qualsiasi riflessione critica su di un’opera d’arte rischia d’essere parziale, nel duplice senso dell’ incompletezza e della scarsa obiettività. V’è poi l’impostazione spesso declamativa, propria del tono critico, che lascia a dir poco sconcertati, ancor più per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #800000;">Il “RESTAURO VIRTUALE” di Nadia Scardeoni<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-24" title="annunziata" src="http://www.nadiascardeoni.com/wp-content/uploads/2010/05/annunziata021-231x300.jpg" alt="annunziata" width="231" height="300" /><br />
</span></p>
<p><span style="color: #800000;">Pagine critiche</p>
<p>ANNA PACIFICO: Il  Restauro Virtuale di Nadia Scardeoni</span></p>
<p>Una nuova modalità per ‘navigare’ nell’arte<br />
Qualsiasi riflessione critica su di un’opera d’arte rischia d’essere parziale, nel duplice senso dell’ incompletezza e della scarsa obiettività. V’è poi l’impostazione spesso declamativa, propria del tono critico, che lascia a dir poco sconcertati, ancor più per l’assunzione di un linguaggio criptico e, sempre, per la scarsa presa che il freddo tecnicismo esercita sul nostro animo.</p>
<h5><span style="color: #888888;">Un dipinto, una scultura, come ogni opera d’arte, parla  al cuore, oltre che alla mente, e ognuno di noi è attratto e attratta o respinto e respinta, da quel che vede, senza saperne il perché. Presi dallo smarrimento, si chiede aiuto agli esperti del settore, pronti ad immergerci eroicamente nei meandri della genesi delle opere, a calarci nei cicli storici….terrorizzati dal freddo accenno alle correnti… (provvidenziali cuffie nei musei, guide, manuali e quant’altro se ne trovano a iosa ). C’è, però, che l’insoddisfazione è in agguato, specie per gli incompetenti come me (anche se Flavio Caroli, per la sua magnanimità, mi lasciò il marchio di “la più competente dei competenti”).</span></h5>
<h5><span style="color: #888888;">Soltanto da qualche anno mi è chiara la causa di tale insoddisfazione. Essa nasce dal fatto che la riflessione critica sull’arte, a mio avviso, sia rimasta ancorata, anche nelle espressioni più evolute, a schemi interpretativi formulati essenzialmente sul significato dei contenuti delle opere. V’è chi si spinge abilmente a profonde e ben articolate esegesi spirituali delle medesime, chi ne coglie i risvolti psicologici, chi si arresta, nel timore di far danni, al dato storico e chi si azzarda a fare tutte queste analisi insieme. Mai finora ci si è spinti oltre, mai finora i critici, gli storici dell’arte, gli studiosi sono stati tentati dall’intraprendere, per quanto io sappia, nuovi mezzi per viaggiare in quel mondo meraviglioso e complesso che ogni opera d’arte rappresenta. Dico ‘viaggio’ perché di viaggio si tratta, a ben vedere; viaggio, come io credo, nell’umano e nelle radici emozionali, che artista e fruitore dell’opera, a un certo punto, si trovano a compiere insieme.</span></h5>
<h5><span style="color: #888888;"><br />
Nadia Scardeoni detiene il primato di un nuovo strumento di lavoro per il restauro dell’opera d’arte che è, a mio parere, qualcosa di più, direi un vero e proprio metodo innovativo anche per la sua ‘lettura’. L’attestazione è sostenuta dal ‘brevetto’ di un linguaggio inusuale che apre a un nuovo pensare, in grado di svelare parti sconosciute e/o indicibili nei termini del linguaggio tradizionale. Ciò è documentato nel lavoro svolto dalla Scardeoni sull’opera di Antonello da Messina e, nello specifico, nel Restauro Virtuale dell’Annunciata, pubblicato sul vol. II della rivista Lettere Arti Scienze. Non spetta a me illustrare tecniche e modalità, Nadia Scardeoni sarà presente a Roma nella sede del CNR il  19 settembre, per la Tavola rotonda sul Restauro Virtuale: workinprogress. Nuove tecnologie per i beni culturali. (*)</span></h5>
<h5><span style="color: #888888;"><br />
Quel che sono in grado di dire, per aver assistito alle performance di Nadia, è che lei penetra e ‘naviga’ nelle opere con delicato e silenzioso rispetto – e sappiamo che il linguaggio del silenzio è la cifra del linguaggio della pittura e della scultura, pertanto Nadia usa un codice che potremmo definire ‘non invasivo’ &#8211; incontra l’autore, lo osserva mentre è all’opera, se non addirittura nel momento in cui la pensa, ne afferra lo stato d’animo, ri-conosce nella coscienza estetica e nel percorso esistenziale dell’artista le motivazioni più intense, e ce le riporta. </span></h5>
<h5><span style="color: #888888;"><br />
A noi non resta che attingere dalla fonte emozionale che ci viene offerta, pregna di silenzi, interiorità, meditazione, serietà, spiritualità, quella che più si addice al nostro stato d’animo, quella che fa vibrare meglio e più intensamente le corde del nostro cuore e potremo sentire compiersi in noi e intorno a noi quella misteriosa “circolarità ermeneutica” che costituisce il vero scopo dell’opera d’arte. Difficile descrivere gli effetti. Soltanto una è, per quel che mi riguarda, sufficiente ad attribuire valore al lavoro di Nadia Scardeoni: la spinta a poetare. L’autrice stessa viene catturata da questa modalità, a confermare che “Poesia e pittura s’intrecciano lungo sentieri misteriosi e nondimeno affascinanti” (Eugenio Borgna).</span></h5>
<h5><span style="color: #888888;"><br />
Ma Nadia Scardeoni può fare questo grazie alle sue particolari doti di sensibilità e passione, oltre che per la competenza che le viene costantemente riconosciuta. Il suo percorso di docente ha seguito e segue, di fatto, un principio coerente: farsi mediatrice d’arte e, fedele alla maieutica (di matrice dolciana) muovere negli altri le diverse sensibilità e attitudini, nella convinzione che nello slancio creativo di ogni artista è racchiuso, più che una speciale dote, un linguaggio ‘salvifico’, capace, cioè, di riscattarci dal dolore e prima ancora dall’insoddisfazione, fonte odierna di molteplici sofferenze. (*) http://vrrc1.splinder.com</span></h5>
<h5><span style="color: #888888;"><br />
Anna Pacifico , scrittrice , poetessa per  &#8220;LettereArtiScienze&#8221;</span></h5>
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		<title>&#8220;MARIA DI ANTONELLO  di  Nadia Scardeoni &#8220;</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 14:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadia scardeoni</dc:creator>
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&#8220;MARIA DI ANTONELLO&#160; di&#160; Nadia Scardeoni &#8220;
Recensione di
MARIELLA COLONNA
Ho sempre pensato che uno dei punti deboli della critica, nel tentare l’impresa di decodificare linguaggio e messaggio nell’opera di un artista, sia non aver sottolineato abbastanza il ruolo del destinatario dell’opera. Guardare e comprendere un quadro, o leggere una poesia non significa soltanto “accogliere” sensazioni ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nadiascardeoni.com/wp-content/uploads/2010/05/maria-200x300.jpg" mce_src="http://www.nadiascardeoni.com/wp-content/uploads/2010/05/maria-200x300.jpg" alt="Maria" title="Maria" class="alignleft size-medium wp-image-15" width="200" height="300"></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p><span mce_style="color: #800000;" style="color: rgb(128, 0, 0);">&#8220;MARIA DI ANTONELLO&nbsp; di&nbsp; Nadia Scardeoni &#8220;</span></p>
<p><span mce_style="color: #800000;" style="color: rgb(128, 0, 0);"><b>Recensione di</b></span></p>
<p><span mce_style="color: #800000;" style="color: rgb(128, 0, 0);"><b>MARIELLA COLONNA</b></span></p>
<p><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">Ho sempre pensato che uno dei punti deboli della critica, nel tentare l’impresa di decodificare linguaggio e messaggio nell’opera di un artista, sia non aver sottolineato abbastanza il ruolo del destinatario dell’opera. Guardare e comprendere un quadro, o leggere una poesia non significa soltanto “accogliere” sensazioni ed emozioni estetiche, ma accoglierle con una sensibilità e intelligenza ed esperienza diversa da persona a persona. E’ lì che si realizza uno scambio creativo tra il fruitore e l’opera fruita.</span><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"></span></p>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">Finalmente ho trovato in Nadia Scardeoni il caso esemplare di un critico che, invece di sovrapporsi (come spesso accade) all’opera d’arte a cui rivolge la propria attenzione, si appassiona al proprio ruolo di destinatario dell’opera: e si appassiona tanto da lasciarsi penetrare ad una profondità analoga a quella raggiunta dall’Artista -nel nostro caso Antonello- nel momento della creazione. Momento unico e irripetibile, a cui si può giungere soltanto se si è dotati di un’intensa sintonia con lo stesso Artista e dopo aver abbandonato tutte le pretese interpretative; e quando si raggiunge il silenzio dentro di sé, per aprire mente e anima all’ascolto. Sorge da questa dimensione interiore il suo linguaggio evocativo: “L’Annunciata si presenta ai nostri occhi… sola dentro una teca di silenzio buia e palpitante. E’il momento che precede l’Alba e blu siderale è il lieve riverbero del mantello.”</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">Nonostante la sua grande preparazione culturale e conoscenza della disciplina, Nadia Scardeoni ha raggiunto il silenzio dell’anima e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, a cominciare da questo suo modo “sacrale” di presentare L’Annunciata, che raggiunge il lettore attento in profondità.</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">Il segno di Dio è ora in Maria. Janua coeli.”</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">Certo il silenzio dell’anima è fiorito anche dal silenzio dell’opera, in quella circolarità di emozione e percezione del mistero da cui nasce l’incontro di Nadia con l’Annunciata di Antonello e la Maria delle Sacre Scritture.</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">Incontro che Nadia Scardeoni ha drammatizzato rivolgendosi ad Antonello, alla sua “pietas mariana”, per ricreare il clima di umiltà e di preghiera con cui l’Artista si è rivolto alla Madre di Dio prima di ritrarla nell’Attimo che ha unito la terra al cielo: ma Nadia ha anche interiorizzato a tal punto l’opera di Antonello da esprimere in forma lirica un ritratto di Maria che passa attraverso gli occhi del Figlio:</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />“….Io sono il tuo Dio</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />Io sono accanto a te</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />Io sono fiero di te…</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />Tu sei…leggera come una foglia nel vento</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />Candida come la neve dei crepacci</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />Incauta</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />Come un bambino avventuroso</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />Dolce</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />Come un frutto pieno d sole.</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />Tu sei mia Madre</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />Maria” </span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />e dice della nascita di Mater: </span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />“Piano piano si è alzato il velo sulla “Maria” che avevo dentro…”. Velo alzato ancora sul silenzio dell’anima. Lo stesso velo che Nadia ha voluto difendere dall’incauto e maldestro restauro che aveva profanato la purezza dell’icona-Maria, quel buio dei capelli su cui filtra appena la luce, magistralmente descritto da Venturi nel lontano 1915:</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">L’ombra, che cade a taglio sulla fronte e si proietta sulla guancia sinistra, ottenebra il collo, staccandone il contorno luminoso del mento e della guancia destra e lasciando intravedere qualche filo lucente dei neri capelli”.</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">Poteva Nadia non difendere quell’ombra lucente su cui si era appoggiato un irriverente colpo di bisturi estraneo a tutta la vicenda dell’opera?</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">Naturalmente l’ha fatto appoggiandosi a inconfutabili prove, ha lottato perché l’opera fosse restituita alla perfezione dove Antonello l’aveva condotta, con la sua eccezionale capacità di penetrare nel mistero della Creatura prescelta da Dio ad essere Madre del proprio Unico Figlio.</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">Nonostante le difficoltà dell’impresa, Nadia Scardeoni continua a condurre la sua lotta in difesa dell’opera che ha afferrato il suo cuore e la sua mente tanti anni fa…fin dal primo incontro.</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">E, sempre in questo spirito, ha realizzato un restauro virtuale che riporta l’Annunciata alla sua nitida trasparenza originaria. Concludo con l’augurio che tale impegno sia riconosciuto e valorizzato in ogni modo, anche perché si possa raggiungere una conoscenza sempre più intima e completa di un’opera che continua a stupire, ad interrogare, a far riflettere chiunque si fermi a contemplarla.</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />di Maria Colonna Filippone , Storica dell’Arte</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);"><br />Link correlati:</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">RESTAURO VIRTUALE : http://restaurovirtuale.splinder.comVRRC </span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">http://vrrc1.splinder.com</span></h5>
<h5><span mce_style="color: #666699;" style="color: rgb(102, 102, 153);">MARIA DI ANTONELLO http://az.splinder.com</span></h5>
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		<title>A tu per tu con Nadia Scardeoni e il suo Restauro Virtuale.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 13:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nadia scardeoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vero volto dell&#8217;Annunziata, 
tra virtuale e reale 





Intervista di Tiziana Lanza
La moda innescata da una letteratura al limite del fantascientifico ci ha ultimamente abituato ad avvicinarci alle opere d’arte per quel gusto del mistero che caratterizza noi esseri umani. E così quadri famosi come la Gioconda e il Cenacolo di Leonardo da Vinci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #800000;"><strong>Il vero volto dell&#8217;Annunziata, </strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>tra virtuale e reale </strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-26" title="sequenza" src="http://www.nadiascardeoni.com/wp-content/uploads/2010/05/bta01309-300x168.jpg" alt="sequenza" width="300" height="168" /></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Intervista di Tiziana Lanza</strong></span></p>
<p><span style="color: #666699;">La moda innescata da una letteratura al limite del fantascientifico ci ha ultimamente abituato ad avvicinarci alle opere d’arte per quel gusto del mistero che caratterizza noi esseri umani. E così quadri famosi come la Gioconda e il Cenacolo di Leonardo da Vinci sono divenuti dei veri cult nella società contemporanea. Spesso si cercano in essi significati esoterici, trasformandole in veri e propri rebus.<br />
L’incontro magico che invece lega Nadia Scardeoni all’Annunziata di Antonello da Messina l’ha portata a fare un percorso nuovo, fatto di silenzi e di un religioso ascolto dell’artista. Ciò le ha permesso di scoprire i significati più profondi e più intimi, nascosti nella storia di questo straordinario dipinto del 400, che hanno fatto nascere in lei un rispetto quasi sacro per l’Arte e per i suoi autori.<br />
Questo rispetto si è tramutato nella ricerca di un nuovo metodo di intervento sulle opere d’Arte che potesse essere il meno invasivo possibile. E’ così che è nato il restauro virtuale, fra polemiche, diatribe, ma anche appassionato impegno della fondatrice. Una passione che permette a Nadia Scardeoni di trasformare i suoi seminari in ulteriori opere d’arte, carichi di emozioni, silenzi e meravigliato stupore di chi l’ascolta. A lei chiediamo di raccontarsi e di ricordare con noi episodi, facendoci anche partecipi di qualche risvolto dietro le quinte di questo suo percorso pionieristico verso un nuovo approccio nei confronti dell’arte.</span></p>
<h5><em><span style="color: #666699;">Nadia, lasciami iniziare con una domanda la cui risposta potrebbe essere scontata, ma io te la faccio lo stesso: chi è il tuo pittore preferito?</span></em><span style="color: #666699;"> </span></h5>
<h5><span style="color: #666699;">Dieci anni di studi su Antonello e relative pubblicazioni sono già una risposta, è vero, ma posso risponderti anche rivisitando i nodi di questa mia intensa passione …Nodi che si sono intessuti via via con gli studi, l’insegnamento, la ricerca, la sperimentazione. Da piccola ero affascinata dalla genialità di Giotto. A 5 anni  dipingevo con i pastelli, a otto anni sperimentai l’acquerello, e a 12 la pittura ad olio. All’epoca sul sussidiario si citavano solo Giotto, Leonardo, Michelangelo e Raffaello ed io amai subito Giotto per l’accoglienza dolce di quel suo “spazio” a misura di bambino. Ma più avanti negli studi sceglierò come mio secolo  il quattrocento, per il suo penetrare  nell’humanitas, per il suo suscitare l’arte che ci integra  e non  ci disperde.Mi avvicino dunque lentamente ma inesorabilmente all’artista poco conosciuto, poco citato, che, da un’isola mediterranea e a partire dalle sole immagini cartacee, mi paralizza con l’affondo per me ineguale, della sua “ unica pittura“…« … ed è stato così che  un’opera straordinaria si è imposta  al mio “sentire” con una autorevolezza inimmaginabile».</span></h5>
<h5><em><span style="color: #666699;">Raccontaci il tuo primo incontro con l’Annunziata</span></em></h5>
<h5><span style="color: #666699;">…Dopo averla amata e studiata da lontano, la vidi per la prima volta, grazie alla frequentazione di Palermo, un giorno dell’estate 1974 a Palazzo Abatellis. Era nella sua stanzetta e io sostati a lungo &#8211; molto a lungo &#8211; davanti al prodigio che dalla piccola teca mandava un flusso di energia spirituale che ha beneficato, oltre ogni mia aspettativa, la mia vita intellettuale. In quel dimorare quieto ho avuto tutte le risposte che cercavo.</span></h5>
<h5><em><span style="color: #666699;">Cosa ti ha spinto ad andare oltre la semplice immagine per potere veramente incontrare l’artista che ha prodotto questo capolavoro ?</span></em></h5>
<h5><span style="color: #666699;">Ho sempre ritenuto importante insegnare l’approccio all’opera d’arte non suscitando clamore feticistico  ma  intessendo un cerchio virtuoso di approfondimenti  mirati  all’ascolto dell’artista che l’ha composta . Si tratta, per me, di enucleare il dono dell’artista: arrivare con leggerezza e rispetto all’anima,  al centro vitale  della sua opera. Al di là degli strumenti tecnologici che mi hanno consentito di mettere in luce una storia inimmaginabile e sorprendente, credo di essere stata guidata da questa mia vocazione che si è affinata, oltre gli studi, con la pratica del restauro.</span></h5>
<h5><span style="color: #666699;"><em>Nadia, lo chiediamo proprio a te: tac, radiografie, immagini virtuali, bastano soltanto queste indagini per far comprendere il significato di un’opera d’arte e il rapporto che con essa hanno avuto i suoi fruitori nel corso dei secoli, restauratori inclusi ?</em></span></h5>
<h5><span style="color: #666699;">No non credo che bastino. Sono elementi necessari per indagare il supporto materico della sua manifestazione.Sono utili a prepararci all’incontro &#8230; ma, per non essere deviati in uno scientismo chiuso in se stesso,  occorre  riumanizzare l’evento: sostare davanti all’opera e “ascoltarla … in silenzio“. L’opera d’arte è mediazione di relazione e racchiude nel suo intimo il “dono immateriale” dell’artista che l’ha composta &#8230;Porsi davanti all’opera d’arte nella sua  veste estetica  spirituale oltre che percettiva artistico-sensoriale significa comporre i due approcci in un unico afflato conoscitivo, affettivo e relazionale atto a rivelare le  sue reali  potenzialità e a porla in essere, esistente e vitale,  nella coscienza di chi la fruisce. Solo nella piena consapevolezza  del flusso misterioso che essa emana e ci compenetra, al di là dei dettagli esperiti,  ci è dato di entrare in  dialogo con l’autore – e di appropriarci , secondo la nostra individuale  sensibilità , del dono dell’artista. Un dono tanto piacevole da apparire appagante quasi che i rivoli misteriosi delle vocazioni più profonde possano confluire liberamente in un alveo comune. Un dono prezioso e misterioso che spesso è avvolto in un involucro di pudore, totalmente impenetrabile alle tac, agli infrarossi e a qualsiasi altra indagine tecnologica. Questi sono i concetti chiave sui quali poggia la “Metodologia del Restauro Virtuale” che ha ottenuto riconoscimenti di rilievo in seno alle nuove &#8220;Tecnologie della comunicazione culturale” dal Dipartimento Patrimonio Culturale del CNR a partire dalla selezione per il: Multi-quality Approach to Cultural Heritage &#8211; 2006  fino alla rassegna : Primavera Italiana in Giappone 2007, nonché l’invito a partecipare al GMFE &#8211; Guglielmo Marconi ICT Global Forum &amp; Exhibition 2009 e infine una tesi di Laurea: Restauro Virtuale: il dibattito contemporaneo e il contributo di Nadia Scardeoni di Caterina Cristoforo ove nella proclamazione si cita il “Metodo Scardeoni” (Accademia delle Belle arti di Catanzaro, 24 0ttobre 2008)</span></h5>
<h5><span style="color: #666699;"> </span></h5>
<h5><em><span style="color: #666699;">“…qualche filo lucente di neri capelli”. É una descrizione che hai scovato in un libro di Venturi del 1915. Dal velo dell’Annunziata era un tempo possibile vedere dei capelli, qualche filo. Tu lo avevi sospettato e Venturi te ne ha dato conferma. Raccontaci qualcosa in più su questo aspetto interessante della tua ricerca …</span></em><span style="color: #666699;"> </span></h5>
<h5><span style="color: #666699;">É stato un lungo cammino a ritroso, condotto nel fastidio generale, per aver sollevato interrogativi e osservazioni che mettono a fuoco le carenze critiche dell’agire istituzionale meritatamente ai problemi di restituzione, tutela e conservazione delle opere d’arte. Ma attraverso l’analisi di un capolavoro autentico come l’ANNUNZIATA, e un metodo di ricerca totalmente nuovo, che ho denominato “restauro virtuale”,  ho  avuto la felice avventura di poter ricostruire tutti gli elementi che provano la  maldestra  censura  di  quei fili lucenti di neri capelli…  nonché gli  atti successivi. La mia ricerca riguarda dunque la restituzione  del volto della Vergine Annunziata, così come il suo autore l’ha ideato, documentando una visione anticanonica e in sé rivoluzionaria che è stata stroncata, per un approccio  banale e irrispettoso, nel privato e nel pubblico.</span></h5>
<h5><span style="color: #666699;">Prima del 1903 l’Annunziata era di proprietà di Mons. Vicenzo di Giovanni di Salaparuta. Fu a quell’epoca che  il ritratto di Maria di Nazareth,  prestato da una giovane fanciulla siciliana avvolta nella mantellina azzurra … con il suo piccolo ricciolo sfuggito alla compostezza del velo,  risultò  troppo anticanonico o inquietante per la devozione privata. Il ritratto venne opportunamente santificato: il ricciolo fu ricoperto da pesanti pennellate e  venne aggiunta una aureola . Il successivo restauro (… del 42 ?) nel rimuovere la patacca di colore causò lo svelamento, ancora  oggi visibile, che ha dato origine alla mia tesi fondata sull’ipotesi di un’abrasione volontaria, a bisturi, sul lato destro (per l&#8217;osservatore) del volto dell&#8217;ANNUNCIATA, frutto a sua volta di una errata interpretazione della struttura del manto. É stato l’importantissimo il ritrovamento critico della descrizione di Adolfo Venturi  che ha consentito la ricostruzione degli atti precedenti la mia prima tesi. Si è confortata la presenza dell’ombra ma anche – fatto inatteso ed eclatante &#8211; di …”qualche filo lucente di neri capelli” [1] , poi  ulteriormente confermata da un’immagine Alinari della fine dell’ottocento . Questa sequenza di dati abbracciano dieci anni di ricerca e sono raccolti nell’opera multimediale: “Maria di Antonello” che, su sollecitazione di amici studiosi, è in procinto di diventare un libro. </span></h5>
<h5><em><span style="color: #666699;">In che cosa consiste, più dettagliatamente,  il restauro virtuale ?</span></em></h5>
<h5><span style="color: #666699;">Il restauro virtuale è nato nella mia mente così semplicemente per prefigurare elettronicamente sull’immagine ad alta risoluzione, un’azione di restauro e in questo caso la velatura del manto, senza martoriare ulteriormente uno dei più grandi capolavori di ANTONELLO da Messina.</span></h5>
<h5><span style="color: #666699;">In sintesi, il restauro virtuale concerne lo studio critico dell’opera d’arte pittorica e sviluppa tesi di intervento, secondo un progetto che non agisce creativamente su di un opinabile &#8220;inestetismo&#8221;, ma tende unicamente a ristabilire quella che si palesa come &#8220;verità documentata&#8221;. Rappresenta un metodo non invasivo di prefigurazione digitale di interventi di restauro utili per le procedure di intervento reale sulle opere stesse e rientra nell’area della salvaguardia così come è riportato nell’Art. IV della Carta del restauro 1972 (salvaguardia: provvedimento conservativo che non implichi l&#8217;intervento diretto sull’opera). È stato per la prima volta applicato al ritratto dell’Annunziata di Antonello da Messina e successivamente presentato al Direttore della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo e proposto in rete al pubblico nella rubrica: “Interlinea” di edscuola.com [2] È dunque   uno strumento d’indagine  tecnico-informatico rivolto alla ricerca storico-umanistica  atto a perfezionare il nostro incontro con l’opera d’arte e con il suo Autore,  per comporre  un dialogo essenziale alla comprensione della sua arte e non per fare diagnosi estreme delle sue incertezze … o pentimenti ! </span></h5>
<h5><span style="color: #666699;"> </span></h5>
<h5><em><span style="color: #666699;">Quali  progetti sono scaturiti dalla tua innovazione tecnologica ?</span></em></h5>
<h5><span style="color: #666699;">I corsi sperimentali presso CNR ITD – Istituto per le Tecnologie Didattiche a Palermo, tenuti nei mesi di Febbraio e Marzo del 2008, hanno consentito di  strutturare i seminari e i programmi formativi di tipo teorico-pratico a partire dalla  Metodologia del RESTAURO VIRTUALE.</span></h5>
<h5><span style="color: #666699;">Questi seminari che consentono di acquisire le nozioni indispensabili per l&#8217;approfondimento degli studi critici e delle ricerche storiche sull’opera d’arte, per la prefigurazione degli interventi di restauro, coadiuvandosi delle più recenti tecniche diagnostiche sugli stati di conservazione delle opere, formano nuove professionalità nell’ambito della tutela e della salvaguardia del patrimonio artistico, quali: l’esperta/o in integrazione pittorica, per i laboratori di restauro, l’esperta/o in compilazione e catalogazione di schede di identità multimediali per gli archivi; l’esperta/o in comunicazione didattica per la didattica museale. Attualmente è allo studio il progetto : ARCHIVIO DIGITALE  DELLA SALVAGUARDIA. L’obiettivo del Laboratorio è la formazione alla tutela e alla condivisione del patrimonio artistico. È possibile, da parte degli Enti interessati, iscrivere nell&#8217;Archivio opere significative che diverranno oggetto di studio e di massima divulgazione, nonché costruire un Patrocinio assegnando agli studenti coinvolti piccole borse di studio stabilite liberamente fra gli enti. Nell’ideare l’ARCHIVIO DIGITALE  DELLA SALVAGUARDIA ho individuato una sua “mission”. Ritengo infatti che fra &#8220;gli studiosi&#8221; di un&#8217;opera d’arte o dei beni materiali e immateriali del nostro patrimonio artistico, sia imprescindibile dare priorità ai giovani che intraprendono un percorso formativo nell&#8217;ambito della tutela e della conservazione del patrimonio artistico … sia nei centri universitari sia nelle scuole di alta formazione artistica e nei licei. Ritengo anche che un paese degno del proprio patrimonio sappia utilizzare strumenti, mezzi e competenze formative non troppo onerose per conseguire l&#8217;obiettivo di formare, oltre le conoscenze di base, la coscienza critica dei futuri conservatori, dei futuri storici dell&#8217;arte. Ritengo infine che lo studio e la comunicazione multimediale del nostro patrimonio artistico sia un terreno ideale di dialogo interculturale atto, per la sua singolare valenza di linguaggio universale, a costruire sentieri di condivisione pacifica delle culture originarie. </span></h5>
<h5><span style="color: #666699;">«Tutte le arti contribuiscono all&#8217;arte più grande di tutte: quella di vivere». Bertolt Brecht.</span></h5>
<h5><span style="color: #666699;"> </span></h5>
<h6>I<span style="color: #808080;">SSN 1127-4883 BTA &#8211; Bollettino Telematico dell&#8217;Arte, 10 Dicembre  2009, n. 546</span></h6>
<h6><span style="color: #808080;">http://www.bta.it/txt/a0/05/bta00546.html</span></h6>
<h6><span style="color: #808080;"><br />
NOTE</p>
<p>[1] Il restauro virtuale dell&#8217;Annunziata di Antonello da Messina<br />
« La pensosa fanciulla siciliana si avvolge come un&#8217;araba nell&#8217;ampio manto che ombreggia la fronte e inquadra il viso marmoreo; gli occhi vellutati, di un nero profondo, si velano di languore sotto le seriche palpebre percosse da un guizzo di luce; una piega agli angoli del naso e alle estremità delle labbra accompagna il lieve stringersi degli occhi come sorpresi da luce improvvisa.<br />
L&#8217;ombra, che cade a taglio sulla fronte e si proietta sulla guancia sinistra, ottenebra il collo, staccandone il contorno luminoso del mento e della guancia destra e lasciando intravedere qualche filo lucente dei neri capelli &#8230;».<br />
&lt;http://www.bta.it/txt/a0/04/bta00411.html&gt;</p>
<p>[2] Restauro ANNUNZIATA di Antonello da Messina<br />
Per un mio profondissimo e personalissimo legame all&#8217; Annunziata di Antonello da Messina&#8230;ho eseguito il &#8220;restauro virtuale&#8221; del bellissimo ovale &#8221; sfregiato&#8221; da un irresponsabile restauro negli anni cinquanta.<br />
&lt;http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/sondan.html&gt;</p>
<p>LINKOGRAFIA</p>
<p></span> <span style="color: #808080;"></p>
<p>VRRC<br />
&lt;http://vrrc1.splinder.com/&gt;</p>
<p>Comunicazione sul &#8220;RESTAURO VIRTUALE&#8221;, nel Master Universitario:<br />
Esperto di nanotecnologie per i beni culturali Unipa (19 febbraio 2008)<br />
Blog : &lt;http://vrrcmaster.splinder.com/&gt;</p>
<p>APPROFONDIMENTI</p>
<p>La Lecture : &#8220;Maria di Antonello&#8221;, ( &lt;http://az.splinder.com&gt; )  è collegata alla &#8220;causa&#8221; di Infanzia Patrimonio dell&#8217;Umanità , l’appello di cui Nadia Scardeoni è promotrice dal 2004, ed  è  pertanto a disposizione di tutte le istituzioni scolastiche, formative, culturali  ove si ritenga necessario spargere il seme … di un concetto di  &#8220;futuro sostenibile”.<br />
&lt;http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/lecture_maria_di_antonello.htm&gt;</p>
<p></span></h6>
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